Benvenuti al nuovo appuntamento della rubrica “𝑵𝒂𝒑𝒐𝒍𝒊: 𝑺𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂, 𝒂𝒏𝒆𝒅𝒅𝒐𝒕𝒊 𝒆 𝒄𝒖𝒓𝒊𝒐𝒔𝒊𝒕𝒂”
“Miglio d’Oro, Miglio d’Oro ‘cca se ‘ncanta tutt’ a ‘ggent tiene ll’oro overamente, tiene ll’oro attuorn a ‘tte”: così cento anni fa recitava una canzone.
Nel ‘700 il Miglio d’oro era una strada rettilinea da Ercolano a Torre Del Greco. Misurava esattamente un miglio. La strada era nota come “Strada Reggia delle Calabrie”, un miglio di strada definito “d’oro” per la mitezza del clima, per l’aria salubre, per il grande patrimonio storico, per i profumati e rigogliosi giardini di agrumi che diradano verso il mare e per l’imponente panorama dell’abbraccio del golfo di Napoli con le sue tre isole. Nei secoli, il tratto di strada si è “allungato”. Pertanto da Ercolano la strada continua fino a Napoli.
Nel 1738 Carlo Di Borbone commissionò all’architetto Antonio Canevari la costruzione sulla strada del Miglio d’oro della Reggia di Portici. Anche l’aristocrazia napoletana commissionò sul Miglio ville per usarle come residenze estive.
Sono 122 le ville vesuviane costruite sul Miglio d’oro nel XVIII secolo. Le più famose sono: la Reggia di Portici, Villa Campolieto, Palazzo Ruffo di Bagnara, Palazzo D’Elbeuf eccetera. Tutte le ville hanno un elemento in comune: l’immagine di San Gennaro incisa su una parete, visti i suoi poteri nella famosa eruzione del 1631.
Con la costruzione della prima linea ferroviaria d’Italia, Napoli – Portici, nel 1839 avvenne la decadenza del Miglio d’oro: la zona divenne industriale, provocando l’allontanamento dell’aristocrazia napoletana.
Saluti cordiali,
Pino Spera
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